Navigate / search

La grammatica del gesto e della parola

Verso drammaturgie di corpi e suoni nell’agorà del processo creativo

  • Il cerchio/gruppo come agorà del processo creativo. Presenza, ascolto, attenzione, attesa, stupore, stare, desiderio dell’altro, la sospensione del giudizio.
  • Lavoro sui sensi e le funzioni del contatto, il continuum di consapevolezza.
  • L’attenzione, la concentrazione, la calma e il rilassamento. Quando fuori c’è la tempesta, dentro c’è bisogno di essere in uno stato di quiete.
  • Coralità che nasce nella relazione tra primo piano e sfondo. La relazione tra coro e corifeo.
  • Ritmo della scena e la partitura dello spettacolo: il ciclo del contatto e gli evitamenti del contatto.
  • Improvvisazione. Voci, corpo, narrazione. Strutture, scripts, limiti e risorse, possibilità nell’improvvisazione. La messa in scena percorrendo il filo del sentire, pensare e fare. Percezione e contatto con se’ e con l’altro, come opportunità.
  • Drammaturgia sonora: la partitura vocale e corporea come narrazione di senso.
  • Drammaturgia dello spazio. Prossemica: relazione tra i corpi, gli sguardi e la distanza nello spazio, come strumenti di narrazione.
  • Dal fare al rifare, la questione della ripetizione. Come riattivare il processo creativo nel momento presente. Impulso vitale/ respiro/ vuoto fertile.

Tra visibile e invisibile: il personaggio e l’incontro con l’alterita’

  • L’immaginario, il sogno, il ricordo, il progetto
  • Lavoro sul personaggio: tutti i personaggi e le loro emozioni ci appartengono.
  • Sviluppare immaginazione e comprensione della dinamica interna del personaggio, dell’altro da se’ con il corpo, gesto, movimento, voce e attraverso il pensiero, scrittura, la visione.
  • La storia nel corso della storia: prospettiva temporale e culturale del personaggio tra primo piano/il momento attuale e sfondo/cultura, famiglia, epoca.
  • Il teatro come luogo di poesia. Lavorare per sottrazione, per evocazione. Riuscire a guardare e l’arte del farsi domande per riconoscere i segni di creatività e teatralità di ognuno. I segni e i loro linguaggi teatrali, di cosa stanno parlando?
  • Il teatro come via di trascendenza da se stessi, l’azione drammatica quando si rivela è più grande degli attori e rende visibile l’invisibile.
  • La questione del “fare e non fare” nel processo creativo, cosa e come conviene alla creazione. Dall’amplificazione alla sottrazione di materiale nelle scene.
  • Teatro rituale e lavoro con archetipi e polarità: la dimensione liminale dell’esperienza teatrale, come varcare il limite del conosciuto e scollarsi da se stessi.
  • Dialogo e distanza tra persona e personaggio: materiale autobiografico e immaginazione a servizio del personaggio. l’indifferenza creativa e l’attenzione fluttuante. Differenza tra identificazione e empatia
  • Dalla mitologia familiare alla scoperta di nuove mitologie personali più efficaci per la propria vita

Azioni e Contaminazioni Teatrali con i linguaggi dell’arte e la comunita’

  • Lavoro sull’opera e sul testo. Relazione tra il proprio mondo interno e la parola del testo: una relazione intersoggettiva io-tu, generatrice di mondi. Incontro con altre mitologie e visioni del mondo.
  • Il teatro in contesti di comunita’, il come fare teatro nella dimensione sociale.
  • Verso una “drammaturgia organica” della performance/installazione.
  • In teatro tutto è possibile se risponde ad un equilibrio organismico: paradossi, metafore, creazioni e ricomposizioni, alla ricerca di senso.
  • Performance e pubblico: una co-costruzione di senso.

Leave a comment

name*

email* (not published)

website